¿Cómo explicar de qué manera se quiere un acompañamiento si no manejamos el lenguaje de la guitarra?, ¿cómo comentar una idea con el bailaor si no se conoce que técnicas esta utilizando? Ya decía Philippe Donnier, “El duende tiene que ser matemático”. Pues sí, el flamenco es matemática pura, como todas las músicas, las cosas salen porque se sigue una ecuación que obtiene resultados variables siempre pero dentro de un resultado previsible, aproximado.
AMIGA, no te mueras.
Óyeme estas palabras que me salen ardiendo,
y que nadie diría si yo no las dijera.
Amiga, no te mueras.
Yo soy el que te espera en la estrellada noche.
El que bajo el sangriento sol poniente te espera.
Miro caer los frutos en la tierra sombría.
Miro bailar las gotas del rocío en las hierbas.
En la noche al espeso perfume de las rosas,
cuando danza la ronda de las sombras inmensas.
Bajo el cielo del Sur, el que te espera cuando
el aire de la tarde como una boca besa.
Amiga, no te mueras.
Yo soy el que cortó las guirnaldas rebeldes
para el lecho selvático fragante a sol y a selva.
El que trajo en los brazos jacintos amarillos.
Y rosas desgarradas. Y amapolas sangrientas.
El que cruzó los brazos por esperarte, ahora.
El que quebró sus arcos. El que dobló sus flechas.
Yo soy el que en los labios guarda sabor de uvas.
Racimos refregados. Mordeduras bermejas.
El que te llama desde las llanuras brotadas.
Yo soy el que en la hora del amor te desea.
El aire de la tarde cimbra las ramas altas.
Ebrio, mi corazón. bajo Dios, tambalea.
El río desatado rompe a llorar y a veces
se adelgaza su voz y se hace pura y trémula.
Retumba, atardecida, la queja azul del agua.
Amiga, no te mueras!
Yo soy el que te espera en la estrellada noche,
sobre las playas áureas, sobre las rubias eras.
Un minuto di calma e total relax dopo secoli che non l'avevo...anche le vacanze non riescono mai a essere vere vacanze...tutto sempre a mille, mai un attimo di dolce far niente...anche perchè poi mi stufo...Io sono così, più ho da fare e più trovo l'energia per farlo, se non ho niente da fare va a finire che mi adagio nella mia pigrizia e tutto va a scatafascio (o quasi).
Dal 31 dicembre, dopo sei mesi di "duro lavoro", mi è già scaduto il contratto...chissà che ne sarà di me...mi sa che mi tocca trovarmi qualcos'altro per sicurezza eheh.
Giornata un pò strana oggi...di quelle che passeresti tutto il giorno a letto a dormire, di quelle dove non vorresti nemmeno fare la fatica di pensare, di quelle che fuori c'è la neve e tutto ha lo stesso colore...Il tempo mi influenza troppo troppo...d'estate il caldo eccessivo mi distrugge, d'inverno le giornate poco colorate mi ingrigiscono. La primavera è perfetta: direi che maggio, giugno e settembre sono i mesi ideali. Peccato che al mare fa troppo freddo per farsi il bagno.
Avrei bisogno di una coccola gigante che mi avvolga e mi culli.
. Sono strana eh? beh è un po che ci penso...può essere.
) che studi studi studi studi, cerchi di memorizzare il più possibile, di far entrare nella tua testolina tutto tutto tutto e anche di più (un pò come le valigie quando vado al mare mmmm) e poi in pochi minuti magari hai finito l'esame e non ti sembra vero che piano piano puoi lasciare la presa, puoi far scappare tutte quelle nozioni di qui non te ne fregava niente e tenere solo quelle che ci vogliono restare nella tua testa.
).
Mi sembra che dopo queste "ultime vicende" della mia vita sono diventata più dura. Ma non nel senso positivo...intendo più "di pietra". Prima anche di fronte a un fiore, di fronte al sorriso di una bambino, o semplicemente una giornata di sole dopo tante di brutto tempo, mi commuovevo e mi rallegravo di queste piccole cose. (Per non parlare delle puntate dei Simpson, quando magari Bart e Lisa litigavano e facevano poi pace...). Adesso è come se per scaldare il mio cuoricino servisse molto di più...sarà che ha preso freddo. Gli ho detto di vestirsi bene e di dormire con la copertina, ma non mi ha ascoltato...
Non è bella questa cosa. Per certi versi vorrei tornare ad essere come prima, forse più ingenua, più paurosa, più impacciata. Ma stavo bene.
Ora faccio fatica. E' come se fosse un pò tutto ricoperto di un sottile strato di ghiaccio. Anche in famiglia, con persone a cui voglio bene (non tutte per fortuna...). E ho un pò di paura.
Ma non ci pensiamo...vado a cena che è meglio.









